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  • (b) Le Donne sono un pericolo per l’Ordine Sociale  
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  • (b) Le Donne sono un pericolo per l’Ordine Sociale

    La conseguenza della citata premessa della Mernissi è la seguente: visto che l’Islam considera le donne sessualmente più attive, ne consegue che le considera un pericolo per l’ordinamento sociale.

    Dopo aver citato al-Ghazālī: “La virtù della donna è il dovere dell’uomo. E l’uomo è tenuto ad aumentare o a diminuire i rapporti sessuali con la donna secondo le necessità di lei, in modo da assicurarne la virtù”, la Mernissi commenta: “La teoria di al-Ghazālī relaziona direttamente la sicurezza dell’ordinamento sociale con la virtù della donna, e quindi con la soddisfazione dei suoi bisogni sessuali. L’ordinamento sociale è salvo solo quando la donna si limita a suo marito e non crea fitna, o caos, allettando altri uomini a rapporti illeciti.[1]

    Prima di tutto, esaminando l’affermazione di al-Ghazālī, non vedo nulla che possa far pensare che secondo la sua opinione le donne sono un pericolo per l’ordinamento sociale.

    Si descrive semplicemente uno dei diritti fondamentali della relazione coniugale: il marito non dovrebbe essere egoista ed egocentrico, bensì prendere in considerazione anche i sentimenti della moglie. Niente in assoluto indica che, in generale, le donne musulmane insoddisfatte finiscano necessariamente per commettere adulterio.

    In secondo luogo, se le donne insoddisfatte diventano un pericolo per l’ordinamento sociale solo perché esiste la possibilità che commettano adulterio, tale possibilità non è affatto confinata alle donne: anche gli uomini insoddisfatti potrebbero commettere adulterio!

    Se l’Islam considerasse le donne un pericolo per l’ordinamento sociale su queste basi, allora dovrebbe considerare anche gli uomini alla stessa stregua! Portando l’argomentazione alle estreme conseguenze, si dovrebbe affermare che l’Islam considera gli uomini e le donne come un pericolo per l’ordinamento sociale. L’assurdità di una tale linea di ragionamento è evidente. Se tutti gli uomini e le donne rappresentano un pericolo per l’ordinamento sociale, dell’“ordinamento sociale” di chi stiamo parlando?!

    (c) Non dovrebbe esistere alcun Coinvolgimento Emotivo verso le Donne

    La seconda parte della teoria sostenuta dalla Mernissi è che gli uomini, in teoria, non dovrebbero essere affettivamente legati alle loro mogli; l’amore tra marito e moglie non è incoraggiato né tollerato.

    A parte l’affermazione della Mernissi già citata all’inizio della presente discussione, l’autrice fa riferimento alla questione anche in altri passaggi. Per esempio, dopo aver citato un’intervista ad una donna marocchina a proposito del suo primo marito in un matrimonio combinato (che non ha niente a che fare con l’Islam), la Mernissi scrive: “L’amore tra marito e moglie minaccia qualcosa di vitale nell’ordine Musulmano? (...) Il coinvolgimento eterosessuale, il vero amore tra marito e moglie, è un pericolo che deve essere superato[2].

    In un altro passaggio, scrive: “E mi sembra che la rottura della segregazione sessuale permette l’emergere di quello che l’ordine musulmano considera come il nemico mortale della civiltà: l’amore tra gli uomini e le donne in generale, e tra marito e moglie in particolare[3].

    La Mernissi non avrebbe potuto allontanarsi di più dalla verità che con tali pretese!

    Invece di risalire alle fonti originali dell’Islam, ha derivato le sue conclusioni dal modo in cui un certo gruppo etnico di Musulmani si comporta nella propria vita personale. Passiamo ad esaminare se quello che dice corrisponde o no alle fonti originali dell’Islam.

    Il Sacro Corano dice:

    Fa parte dei Suoi segni l'aver creato da voi, per voi, delle spose, affinché riposiate presso di loro, e ha stabilito tra voi amore e tenerezza. Ecco davvero dei segni per coloro che riflettono” (Sura ar-Rūm, 30: 21).

    Come può la Mernissi affermare che l’Islam considera l’amore tra marito e moglie un nemico mortale della civiltà, quando il Dio dell’Islam lo enumera tra i segni della Sua creazione e gloria?

    L’Imam Ja°far as-Sadiq (as) dice: L’amore {ĥubb} per le donne fa parte delle tradizioni dei profeti[4].

    Lo stesso Imam riporta che il Profeta (S) disse: L’affermazione di un marito a sua moglie ‘ti amo’ {inniuĥibbuki} non lascerà mai il cuore di lei[5].

    Esistono inoltre tre interessanti Aĥādīth nei quali l’Imam Ja°far as-Sadiq (as) descrive l’amore per le donne come un segno e una causa di aumento della fede. Dice: “Non penso che la fede di una persona possa realmente crescere se non è cresciuto il suo amore per le donne[6].

    In un altroĥadīthdice: “Ogni volta che l’amore di una persona verso le donne aumenta, la sua fede cresce in qualità[7].

    In un terzo ĥadīthmette in relazione l’amore per le donne con l’amore per l’Ahl ul-Bayt(as), che è un importante insegnamento del Sacro Corano. Dice: In chiunque cresca l’amore per noi, deve crescere anche l’amore per le donne[8].

    Non credo ci sia ulteriore bisogno di dimostrare che l’accusa mossa all’Islam da parte della Mernissi non ha basi.

    (d) L’Amore dovrebbe essere Rivolto Esclusivamente Verso Allah (SwT)

    Se le fosse chiesto perché l’Islam considera l’amore per le donne come un nemico mortale della civiltà e un pericolo per l’ordinamento sociale, la Mernissi risponderebbe che il coinvolgimento emotivo o il centro dell’attenzione “dovrebbe essere rivolto esclusivamente ad Allah (SwT) attraverso la ricerca della conoscenza, la meditazione e la preghiera”: così, infatti, la Mernissi descrive il punto di vista di al-Ghazālī[9].

    In altre parole, la Mernissi sta dicendo che l’Islam, come il Cristianesimo, considera l’amore per Allah (SwT) e l’amore per la donna come due fenomeni antitetici. Bisogna dire, per essere giusti verso la Mernissi, che si tratta di un’idea sbagliata da cui non è immune nemmeno uno studioso come al-Ghazālī.

    Anche se ho già citato dettagliatamente il punto di vista islamico, secondo il quale l’amore per le donne non è in conflitto con il cammino spirituale, mi propongo di discutere la questione alla luce di quello che dice al-Ghazālī, con le sue tendenze Sufi.

    2) Il Punto di Vista di al-Ghazālī

    Nella sua discussione sul matrimonio in Ihyau °Ulumi 'd-Din,Abu Hamid al-Ghazālī ha una sezione chiamata “Incoraggiamento al Matrimonio”(at-targhibfi 'n-nikah), in cui cita alcune affermazioni del Profeta (S) a proposito della virtù del matrimonio. Nello stesso libro, di seguito, vi è inoltre una sezione chiamata “Dissuasione al Matrimonio”(at-targhib °ani 'n-nikah), in cui cita, a parte le affermazioni di alcuni Sufi, tre Aĥādīth: due del Profeta (S) e uno dell’Imam °Ali (as).

    Stranamente, il terzo ĥadīthnon ha niente a che vedere con la questione, trattandosi piuttosto di pianificazione familiare: parla di avere meno mogli e bambini! Inoltre, tutti e tre gli Aĥādīthsono classificati dagli studiosi di Aĥadīthcome ‘deboli’ (da°if)[10].

    Al-Ghazālī prosegue con una discussione sui “Benefici e Danni del Matrimonio”. Prima di analizzare tali ‘Danni del Matrimonio’, vorrei commentare i due Aĥādīth del Profeta (S) che al-Ghazālī cita dalle sue fonti sunnite, e che anche la Mernissi utilizza nel suo libro.

    Il primo ĥadīthè il seguente:

    Il Profeta (S) disse: “Quando la donna viene verso di te, è Satana che ti si sta avvicinando. Quando uno di voi vede una donna e si sente attratto da lei, dovrebbe correre da sua moglie. Con lei, sarà lo stesso che con l’altra[11].

    Dopo aver citato l’ĥadīth, Mernissi aggiunge il commento dell’Imam Muslim che dice: “La donna assomiglia a Satana per il potere irresistibile che ha sull’uomo”.

    Nel discutere la questione della falsificazione o interpolazione nel ĥadīth, i nostri °Ulama’ {quelli shi°iti} dicono che una fonte di falsificazione fu costituita dai Sufie dai cosiddetti mullahpii, che importarono l’idea del celibato e della vita monastica, estranea all’Islam, nella letteratura degli ĥadīth. E, visto che visione della donna come male è una componente importante della concezione monastica cristiana, idee simili si infiltrarono nella letteratura degli Aĥādīth, come totale falsificazione o in forme di interpolazione. Quando ho letto il sopraccitato ĥadīth,ho sospettato che fosse un’interpolazione, specialmente la frase iniziale. Il mio sospetto venne confermato quando mi misi a cercare un ĥadīth simile nelle fonti shi°ite. Le fonti shi°ite riportano un ĥadīthsimile, il seguente:

    Il Profeta (S) disse: “Quando uno di voi vede una bella donna, dovrebbe andare da sua moglie. Perché ciò che è con lei {la moglie} è lo stesso che con l’altra[12].

    Lo stesso ĥadīth è riferito anche con una leggera differenza. Il Profeta (S) disse: “Oh Uomini! In verità l’atto di vedere {una bella donna} viene da Satana, pertanto chiunque trovi in se stesso tale inclinazione dovrebbe andare da sua moglie[13].

    L’ĥadīth riportato dalle fonti sunnite equipara la donna a Satana, mentre nelle fonti shi°ite non esiste assolutamente una simile implicazione. Al contrario, nella seconda versione del ĥadīth localizzato nelle fonti shi°ite, è lo sguardo dell’uomo che si relaziona alla tentazione di Satana!

    Se dobbiamo scegliere tra le fonti della Sunnahdel Profeta (S), non ci resta altro che accettare la versione degli Imam dell’Ahl ul-Bayt(as), la famiglia del Profeta (S). Dopotutto, nessuno poteva conoscere il Profeta (S) meglio di loro.

    Secondo il nostro punto di vista, l’Imam al-Ghazālī, l’Imam Muslim e la Mernissi si sbagliano quando tentano di equiparare la donna a Satana. L’ĥadīth che citano è stato interpolato, con tutta probabilità, dai Sufi, per incoraggiare la concezione monastica che hanno importato dalla Cristianità.

    Il secondo ĥadīthè il seguente: Il Profeta (S) disse: “Non andate dalle donne i cui mariti sono assenti. Perché Satana entrerà nei vostri corpi come il sangue scorre attraverso la vostra carne[14].

    Prima di tutto, non sono riuscito a trovare un simile ĥadīthnelle fonti shi°ite. Ciò, insieme al suo contenuto, mette in dubbio l’autenticità del ĥadīth. In secondo luogo, la fonte del cosiddetto ĥadīthèSahih at-Tirmidhi. E mi sorprende come al-Ghazālī e la Mernissi possano usare tale ĥadīthquando la loro fonte stessa, l’Imam at-Tirmidhi, commenta che “Si tratta di uno strano ĥadīth!” {haża ĥadīthun gharib}.

    Infine, anche se si decide di accettare l’ĥadīth, ciò non prova quello che pretende la Mernissi, cioè che “la donna sposata il cui marito è assente costituisce una minaccia particolare per gli uomini”: l’ĥadīthequipara gli uomini, e non le donne, a Satana. In realtà, in tale ĥadīthla donna risalta come vittima degli uomini che sono stati sopraffatti da Satana!

    Ma torniamo all’opera di al-Ghazālī, nel punto in cui descrive i danni del matrimonio. Al-Ghazālī ne definisce tre, che saranno discussi separatamente:

    Il Primo Danno

    “Il primo e il peggior danno {del matrimonio} è l’incapacità di guadagnarsi da vivere legalmente. Si tratta di qualcosa che non è facile per tutti, specialmente di questi tempi, tenendo in conto che il sostentamento è necessario. Il matrimonio, quindi, rappresenta una causa per procacciare il cibo attraverso mezzi illegali, e in ciò sta la perdizione dell’uomo e anche quella della sua famiglia, mentre una persona sola è libera da questi problemi…”[15].

    Al-Ghazālī prosegue citando i Sufi, le cui affermazioni non hanno alcun valore per noi salvo che non si basino sul Sacro Corano e sulla Sunnah. I Sufi elogiano il celibato, influenzati dalla concezione monastica che è stata condannata dal Profeta (S) e dal Sacro Corano stesso.

    La conclusione logica di quanto affermano al-Ghazālī e altri Sufi è che “se sei ricco, sposarsi va bene; ma se sei povero, non dovresti sposarti, altrimenti finirai per procurarti il sostento con mezzi illegali!”

    Tale affermazione è in completo contrasto con il punto di vista del Sacro Corano, che dice:

    Unite in matrimonio quelli tra voi che non sono sposati e i vostri schiavi, maschi e femmine che siano onesti. E se sono bisognosi, Allah li arricchirà della Sua Grazia. Allah è largo nel dare e sapiente” (Sura an-Nūr, 24:32).

    Non uccidete i vostri bambini in caso di carestia: il cibo lo provvederemo a voi e a loro” (Sura al-An°âm, 6: 151).

    Il Profeta (S) inoltre disse: “Chiunque si astenga dal matrimonio a causa della paura della povertà, ha realmente un’idea sbagliata di Allah[16].

    Non so come si possa avanzare nell’elevazione spirituale, quando si ha un concetto negativo della promessa di Allah (SwT)!

    Il Secondo Danno

    “L’incapacità {degli uomini} di rispettare i diritti delle mogli, di mostrarsi indulgenti versole loro {cattive} maniere e di sopportare con pazienza il fastidio che danno”[17].

    Che cosa sta dicendo l’Imam al-Ghazālī? Intende dire che le donne in generale sono troppo esigenti, maleducate e fastidiose? Realmente può fondare il proprio punto di vista sul Sacro Corano e sulla Sunnah del Profeta Muĥammad (S)?

    Non credo, ed è per questo che al-Ghazālī ha addotto solo le affermazioni di alcuni Sufi per suffragare il suo punto di vista. Ed è ovvio che non è sostenuto dalle fonti originali islamiche.

    Il Terzo Danno

    “La moglie e i figli lo distrarranno da Allah e lo attrarranno verso la ricerca {dei benefici} di questo mondo e verso la pianificazione di una buona vita per i figli attraverso dell’accumulazione di ricchezza… E qualsiasi cosa che distragga un uomo da Allah, sia essa la moglie, la ricchezza o i figli, è disastrosa per lui”[18].

    Se ciò che dice al-Ghazālī è vero, allora non solo il matrimonio, ma anche i figli, gli amici, i parenti ed ogni cosa materiale al mondo deve essere etichettata come “dannosa” per un Musulmano, perché tutte potenzialmente possono distrarre una persona da Allah (SwT) e dall’Aldilà.

    Qui al-Ghazālī sembra piuttosto San Paolo!

    E se tale premessa fosse vera, un Musulmano non dovrebbe aver niente a che fare con questo mondo, dovrebbe semplicemente confinarsi in una grotta in qualche giungla isolata o in qualche deserto e pregare Allah (SwT)!

    L’assurdità di tale idea dal punto di vista islamico è ovvia.

    Ciò che dicono al-Ghazālī ed altri Sufi non è molto diverso dalle idee monastiche della Chiesa cristiana. E, incidentalmente, patirono lo stesso destino dei monaci cristiani. Abbiamo già riportato i commenti di Ayatullah Rizvi a proposito dei monaci: “Poi la natura si è vendicata; i monaci e gli abati coltivavano l’idea di essere rappresentanti di Cristo, e alle suore veniva dato il titolo di ‘spose di Cristo’. Cosìhanno finito per trasformare i monasteri in centri di libertà sessuale”[19].

    Allo stesso modo, quando la natura si è vendicata dei Sufi, con le parole di Martire Ayatullah Mutahhari, essi hanno cominciato a “trarre piacere sessuale dalla compagnia di leggiadre persone, e tale operato si considera un viaggio verso Allah!”[20]

    I Sufi hanno un concetto di al-fanafi ‘l-Lah, che significa “annullamento del sé in Allah (SwT)”.

    In parole povere, indica l’esperienza spirituale di diventare tutt’uno con Allah (SwT). Mi sorprende che al-Ghazālī possa considerare il matrimonio come una distrazione da Allah (SwT), quando fana e l’annullamento di due esseri, in questo mondo, può essere vissuto solo nel contesto sessuale, quando marito e moglie raggiungono l’apice del piacere sessuale e si fondono in uno per qualche istante!



    [1]Beyond the Veil, p. 39, Ihya, vol. 2, p. 148.

    [2]Beyond the Veil”, pag. 113.

    [3]Beyond the Veil”, pag. 107.

    [4]Wasa'ilu 'sh-Shi°ah,vol. 14, p.9.

    [5]Wasa'ilu 'sh-Shi°ah, p. 10.

    [6]Wasa'ilu 'sh-Shi°ah, p. 9.

    [7]Wasa'ilu 'sh-Shi°ah, p. 11.

    [8]Wasa'ilu 'sh-Shi°ah, p. 11.

    [9]Beyond the Veil”, pag. 45.

    [10]Ihya', vol. 2, p. 110, “Beyond the Veil”, pag. 42.

    [11]Si vedano le note dell’editore in Ihya', vol. 2, p. 101 e anche in al-Kashani, Tahzibu 'l-Ihya, vol. 3, p. 57.

    [12]Wasa'il,vol. 14, p. 72-73.

    [13]Wasa'il,vol. 14, p. 73.

    [14]Ihya',vol. 2, p. 110; “Beyond the Veil”, pag. 42.

    [15]Ihya',vol. 2, p. 117.

    [16]Wasa'il, vol. 14, p. 24.

    [17]Ihya'vol. 2, p. 118.

    [18]Ihya', vol. 2, p. 119.

    [19]The family Life of Islam, pag. 8, già citato nel capitolo primo: La Morale Sessuale Occidentale, paragrafo c) La Rivoluzione Sessuale. (N.d.T.)

    [20]Akhlaq-e jensi dar Eslam wa jahan-e gharb, p. 67. Tradotto in italiano col titolo: “Etica Sessuale nell’Islam e nel Mondo Occidentale”.