Nel lessico, sia in quello classico che in quello familiare, col termine “ahlubait di un uomo” si indicano le persone che vivono nella sua casa, quali la moglie, i figli e i servitori. Talvolta il significato di questa parola viene esteso in modo da indicare i parenti stretti quali il padre, la madre, le sorelle, i fratelli, i nipoti, le nipoti, gli zii, le zie, i cugini e le cugine.
Tuttavia l’espressione “Ahlulbait” che troviamo nel Corano e nelle tradizioni del Profeta e degli Imam assume un significato diverso dai due sopraccitati. Secondo tradizioni tramandate (sia dalle fonti sunnite che da quelle sciite) in modo tale da non lasciare la minima ombra di dubbio sulla loro autenticità, il termine “Ahlulbait” indica l’insieme delle seguenti quattordici persone: il profeta Muhammad, Alí, Fatima, Hasàn, Husàin e i nove infallibili imàm discendenti da quest’ultimo.
Perciò il resto delle persone che vivevano nella casa del sommo Profeta e cosí pure i suoi parenti, nonostante vengano correntemente considerati facenti parte dell’ahlulbait, in base all’accezione poc’anzi citata non facevano parte di essa. In tal modo, perfino Khadíjah, che era la prediletta moglie del Profeta e la madre di Fatima, e Ibrahím, che aveva il grande onore di essere il figlio del Profeta, non devono essere considerati come facenti parte dell’Ahlulbait.
Con in termine “Ahlubait del Profeta” si intende poi solitamente le seguenti tredici persone: Alí, Fatima, Hasan, Husain e i nove infallibili imam da lui discendenti.
I membri dell’Ahlubait del Profeta si distinguono per le loro numerose virtú, i loro eccezionali meriti e gli irraggiungibili e impareggiabili gradi spirituali da loro posseduti, i piú importanti dei quali sono:
1. il grado di infallibilità e purezza, secondo quanto dice il seguente versetto coranico: “O membri dell’Ahlubait del Profeta, in verità Dio vuole allontanare da voi ogni impurità e purificarvi completamente”1. È bene sapere che chi possiede tale grado spirituale non commette alcun peccato.
2. Secondo la nota tradizione dello Thagalàin, citata in precedenza, l’Ahlubait del Profeta e il Corano staranno sempre insieme, non si separeranno mai tra di loro; di conseguenza i suoi componenti non sbaglieranno mai nell’interpretare i versetti del sacro Corano e nel comprendere i sublimi propositi dell’illuminante religione islamica.
Il possedimento di questi due gradi spirituali da parte dei componenti dell’Ahlubait del Profeta implica necessariamente che tutti i loro detti e tutte le loro azioni siano, al pari dei detti e delle azioni dello stesso Profeta, legge e argomento; questo è uno dei principi della dottrina sciita.
1Corano XXXIII: 33.